
“Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca. La tua scrittura è latina, e i tuoi numeri arabi. La tua auto è giapponese. Il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiiana. Le tue scarpe sono il lavoro di manine Vietnamite. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero. “
Sono parole di speranza e di persone che non hanno paura della diversità: extracomunitario, non vuol dire delinquente ma cittadino del mondo, tutti noi lo siamo. Xenofobia dal greco composto da xenos, "estraneo, insolito" e phobos, "paura" ossia “paura del diverso” paura di ciò che è distinto per natura, razza e specie. Sempre più spesso si sente che questo atteggiamento non si sofferma alla semplice paura ma sfocia anzi in una vera e propria intolleranza , discriminazione e avversione per ciò che è estraneo . Confrontarsi con mondi e modi diversi dalla nostra cultura è sicuramente un’enorme ricchezza per il proprio bagaglio culturale, basta guardare negli anni le influenze artistiche, culinarie, linguistiche, genetiche, stilistiche etc. che popoli di emigranti hanno lasciato in dono nella nostra splendida terra di Sicilia dove Arabi e Normanni, oltre a portarci gli agrumi ( arance di Sicilia) hanno lasciato un’inestimabile valore culturale, arricchimento del nostro territorio da salvaguardare. In un mondo dove la diversità fa paura e invece dovrebbe dare spunti per crescere; conosciamo il nostro amico straniero, abbiamo ancora molto da imparare.
di Valeria Treccase
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